prezzi materie prime fonderie 2024

Prezzi materie prime delle fonderie 2024: stabilizzazione e aggiustamenti

Dopo i picchi e le forti volatilità dei periodi precedenti, il 2024 si è caratterizzato per fluttuazioni più contenute e un generale calo della domanda.

Nel corso del 2024 i mercati delle materie prime metalliche, in particolare i rottami ferrosi, le ghise in pani e le leghe di alluminio, hanno vissuto un periodo di stabilizzazione e correzioni dopo i picchi e le oscillazioni dei precedenti bienni. A differenza di quanto accaduto nel 2021 e nel 2022, quando i prezzi delle materie prime per fonderie erano stati spinti al rialzo da una domanda esplosiva e da disordini nelle catene di approvvigionamento globali, il 2024 ha visto una normalizzazione, con fluttuazioni più contenute e un rallentamento della domanda. Nonostante le difficoltà economiche globali e la ridotta attività industriale, i mercati hanno mantenuto una relativa stabilità, con riduzioni di prezzo moderate e una crescente diversificazione delle fonti di approvvigionamento, che ha contribuito a mitigare gli effetti di fattori esterni, come le sanzioni e le limitazioni nelle esportazioni da Paesi come la Russia.

In questo contesto, le principali categorie di rottami ferrosi e ghise hanno visto una contrazione dei prezzi, mentre le leghe di alluminio hanno mostrato segnali di ripresa. L'analisi dettagliata dei mercati delle materie prime metalliche mette in luce un 2024 caratterizzato da aggiustamenti dei prezzi, ma con prospettive contrastanti per il futuro, specialmente in vista delle sfide legate ai contingenti e alla domanda nei settori siderurgico e delle fonderie.

Rottami ferrosi: aggiustamento dei prezzi nel 2024

Il 2024 può essere considerato un anno di aggiustamento dei prezzi delle materie prime per le fonderie nel settore dei rottami ferrosi.

A differenza del 2021, quando i prezzi erano stati spinti al rialzo da una domanda esplosiva post-pandemia, e del 2022, quando le interruzioni nelle supply chain globali avevano alimentato aumenti significativi, il 2024 ha visto una tendenza verso la stabilizzazione, con oscillazioni più contenute e una correzione naturale rispetto ai picchi precedenti.

Sebbene ci siano state alcune fluttuazioni mensili, i cambiamenti nei prezzi di mese in mese non sono stati particolarmente ampi. I mercati delle materie prime metalliche hanno reagito a fattori esterni (come il rallentamento economico globale) con piccole correzioni, senza grandi picchi o crolli dei prezzi.

I prezzi di tutte le categorie di rottame per fonderia (Correttivo, Lamierino nuovo palabile e in Pacchi) hanno visto una riduzione media annua tra il 4% e il 4,7% rispetto al 2023: una flessione contenuta, a indicare una stabilità relativa del mercato.

Nel 2024, la domanda di rottami ferrosi ha subito una contrazione dovuta alla ridotta attività industriale, manifatturiera e siderurgica a livello globale. Nonostante questo rallentamento, i prezzi delle materie prime delle fonderie non sono crollati, poiché anche l'offerta ha sperimentato alcune difficoltà, con sfide nella raccolta e nella disponibilità di materiale. Questo ha portato a un aggiustamento moderato dei prezzi, mantenendo il mercato relativamente stabile senza fluttuazioni drastiche.

Ghise in pani: correzione dei prezzi nel 2024

Anche per le ghise in pani il 2024 è stato un anno di aggiustamento dei prezzi, dopo i picchi raggiunti nel biennio 2021-2022. La diminuzione rispetto al 2023 riflette un contenimento della domanda e una stabilizzazione del mercato, a fronte di un contesto economico meno favorevole. La correzione ha interessato tutte e tre le tipologie delle ghise in pani per fonderia (affinazione, ematite e per sferoidale), con un impatto sui prezzi delle materie prime nelle fonderie maggiore su quella per sferoidale, che ha registrato il calo più marcato:

  • Affinazione: la diminuzione del 2024 (-5,8%) rispetto al 2023 è il riflesso di un mercato meno dinamico, con una domanda meno forte e una certa correzione dei prezzi dopo i picchi degli anni precedenti.
  • Ematite: il calo del -12,1% nel 2024 rispetto al 2023 evidenzia una domanda in diminuzione, con l'offerta che ha dovuto adattarsi a condizioni economiche globali più difficili.
  • Per sferoidale: il calo del -13,4% nel 2024 rispetto al 2023 conferma un adeguamento del mercato, in linea con il rallentamento generale della domanda di ghisa e la stabilizzazione dei prezzi.

La ridotta attività nell'industria siderurgica e delle fonderie ha inciso pesantemente sul consumo di ghisa e sulla domanda. Ciò ha fatto sì che l'offerta di ghisa russa, seppur ridotta, non abbia creato pressioni sui prezzi delle materie prime per fonderie. In altre parole, nonostante la Russia abbia dovuto affrontare limitazioni nelle esportazioni verso i Paesi dell'Unione europea, la domanda complessiva di ghisa è stata più contenuta, e questo ha ridotto la possibilità che la scarsità di ghisa russa provocasse aumenti significativi dei prezzi.

Inoltre, la diversificazione delle fonti di approvvigionamento, con altri Paesi produttori di ghisa a occupare gli spazi di mercato prima occupati dalla ghisa russa, ha aiutato a stabilizzare il mercato delle materie prime metalliche, bilanciando gli effetti di un'offerta russa limitata. Pertanto, pur mantenendo una presenza significativa, la ghisa russa non ha avuto un impatto determinante sui prezzi globali nel 2024, grazie alla domanda moderata e alla presenza di alternative sul mercato.

Analisi delle importazioni di ghise in pani nel 2024

Il calo generale della domanda di ghisa in pani per l'Italia è confermato dalla riduzione delle importazioni del 16%, legata alla minore attività industriale, in particolare nel settore siderurgico e delle fonderie.

Nei primi 9 mesi del 2024 (ultimi dati disponibili), l'Italia ha importato complessivamente 1.175.218 tonnellate di ghisa in pani (1.403.866 tonnellate nello stesso periodo del 2023).

La Russia, pur rimanendo il più importante fornitore di ghise in pani per l'Italia, ha visto una forte contrazione del 29% nelle sue esportazioni verso il nostro Paese, riflettendo gli effetti delle sanzioni internazionali e in particolare del contingentamento adottato dall'Unione europea a fine 2023. Nonostante il calo, la Russia continua a rappresentare una quota significativa del mercato (65% del totale delle importazioni, pari a 768.909 tonnellate nel 2024 contro 1.077.885 tonnellate nel 2023), ma il suo peso relativo sul totale delle importazioni è diminuito a causa dell'incremento di forniture da altre provenienze (era il 77% nel 2023).

Le importazioni dall'Africa hanno mostrato un aumento del 26%, indicando una crescente diversificazione delle fonti di approvvigionamento. I volumi importati nei primi 9 mesi del 2024 sono stati pari a 194.119 tonnellate contro le 154.206 tonnellate del 2023. Il peso percentuale, rispetto alle importazioni totali è passato dall'11% (2023) al 17% (2024).

Le importazioni dall'Ucraina hanno registrato un incremento straordinario del 91%. Questo è il risultato di recuperi parziali nella produzione di ghise in pani da parte dell'Ucraina nonostante il conflitto in corso. La sua quota di mercato è quindi aumentata dal 3% al 6% delle importazioni totali. In termini di tonnellate si è passati da 38.243 a 72.916 tonnellate nei primi 9 mesi del 2024, con una tendenza progressiva alla crescita, soprattutto nell'ultimo trimestre dell'anno.

Le importazioni dal Brasile sono scese a zero nel 2024, rappresentando una perdita totale delle forniture da questo paese. Questa scomparsa è legata essenzialmente alla minore competitività della ghisa brasiliana rispetto agli altri produttori.

Le importazioni dalla Germania sono diminuite del 32% portandosi sotto le 10.000 tonnellate.

Importazioni di ghisa in pani dalla Federazione Russa: esaurimento del contingente 2024

L'importazione di ghisa in pani dalla Federazione Russa verso l'Unione europea è regolata dal Regolamento (UE) 833/2014, che impone sanzioni su beni originari dalla Russia o esportati da essa, come specificato nell'Allegato XXI. Tuttavia, per alcuni prodotti, tra cui la ghisa in pani (codice NC 7201), sono previste delle eccezioni. In particolare, l'Articolo 3 decies stabilisce che i divieti non si applicano per quantità determinate di ghisa:

  • 1.140.000 tonnellate metriche tra il 19 dicembre 2023 e il 31 dicembre 2024;
  • 700.000 tonnellate metriche tra il 1° gennaio 2025 e il 31 dicembre 2025.

Il contingente 2024 per l'importazione di ghisa dalla Federazione Russa, identificato con il numero d'ordine 09.8260, è stato esaurito il 3 settembre 2024. Da quella data, non è stato più possibile importare ghisa russa fino all'apertura del nuovo contingente per il 2025.

Impatto della debolezza congiunturale sul settore delle fonderie nel 2024

Nel corso del 2024, la debolezza congiunturale del settore delle fonderie e delle acciaierie, che sono i principali consumatori di ghisa in pani, ha contribuito a una riduzione della domanda di materie prime, attenuando temporaneamente le difficoltà legate ai limiti imposti dal contingentamento della ghisa russa. La minore domanda ha fatto sì che, nonostante le restrizioni, non si siano verificati problemi rilevanti nella fornitura di ghisa per il settore siderurgico e per le fonderie.

Le prospettive per il 2025: un contingente dimezzato e maggiori difficoltà

Le prospettive per il 2025, al contrario, destano preoccupazione. Il previsto dimezzamento del contingente, con una riduzione di circa il 40% rispetto ai volumi disponibili nel 2024, potrebbe creare gravi difficoltà alle imprese del settore. Questo rischio aumenta ulteriormente se, come auspicato, dovesse verificarsi una ripresa della domanda di materie prime, legata alla ripartenza del mercato dei prodotti finiti. Nei primi giorni dell'anno sono già state prelevate 300.000 tonnellate, il che lascia prevedere che l'intera capienza potrebbe esaurirsi già entro il primo bimestre.

Alluminio in pani: ripresa moderata dei prezzi nel 2024

Dopo il calo significativo dei prezzi delle materie prime per le fonderie nel 2023 (rispetto al picco raggiunto nel 2022), il 2024 ha visto una ripresa moderata, segnalando una fase di stabilizzazione per l'alluminio primario.

Sebbene non si sia raggiunto il livello dei picchi del 2022, il 2024 ha mostrato una tendenza positiva rispetto al 2023, suggerendo una certa ripresa della domanda e un possibile miglioramento delle condizioni economiche globali, nonostante le difficoltà persistenti in alcuni settori.

Nel confronto tra il 2024 e il 2023, emerge un recupero moderato dei prezzi dell'alluminio, sia per il LME alluminio primario che per l'alluminio primario in pani Italia. Le principali evidenze del 2024 rispetto al 2023 sono:

  1. LME alluminio primario (Cash Seller): nel 2023 il prezzo medio annuo era 2.082,41 USD. Nel 2024 il prezzo è salito a 2.236,91 USD, con un aumento del +7,4% rispetto al 2023.
  2. Alluminio primario 99,70 in pani Italia: nel 2023 il prezzo medio annuo era 2.477,33 EUR. Nel 2024 il prezzo è aumentato a 2.689,67 EUR, con una crescita del +8,6% rispetto al 2023.
     

Leghe di alluminio secondario: il 2024 è stato un anno di recupero

Nel complesso, il 2024 si è caratterizzato per un recupero generalizzato dei prezzi delle materie prime delle fonderie nel settore delle leghe di alluminio, sebbene con andamenti differenziati a seconda dei mercati. La crescita dei prezzi delle leghe secondarie è stata più marcata nel segmento LME, mentre quella delle leghe per pressofusione e in Italia è stata meno accentuata. Tuttavia, tutti i settori hanno registrato aumenti positivi, segno di una domanda relativamente stabile e di una graduale ripresa delle condizioni di mercato dopo le fluttuazioni del periodo precedente.

Dati e variazioni annuali

LME Leghe di Alluminio Secondario:

  • 2023: 1.691,63 USD
  • 2024: 1.953,08 USD
  • Variazione 2024 vs 2023: +15,5%

Germania - Aluminium Pressure Diecasting Ingot DIN226/A380:

  • 2023: 2.187,57 EUR
  • 2024: 2.305,88 EUR
  • Variazione 2024 vs 2023: +5,4%

Leghe Alluminio Secondario Italia (EN AB 46100):

  • 2023: 2.711,08 EUR
  • 2024: 2.905,54 EUR
  • Variazione 2024 vs 2023: +7,2%

LME Leghe di Alluminio Secondario: il prezzo delle leghe di alluminio secondario ha visto un aumento significativo del 15,5% nel 2024 rispetto al 2023.

Germania - Aluminium Pressure Diecasting Ingot DIN226/A380: il prezzo della lega di alluminio in Germania ha registrato un aumento più contenuto del 5,4%, suggerendo una stabilizzazione dei prezzi dopo i picchi registrati nei due anni precedenti. Questo potrebbe essere un segno di equilibrio tra domanda e offerta.

Leghe Alluminio Secondario Italia (EN AB 46100): anche in Italia, il prezzo delle leghe di alluminio secondario ha mostrato una crescita moderata del 7,2%. L'andamento positivo, sebbene inferiore rispetto al mercato delle leghe secondarie a livello LME, segnala un aumento della domanda e pressioni sui costi di produzione.

In sintesi, il 2024 si conferma come un anno di recupero per il mercato delle materie prime metalliche nel settore delle leghe di alluminio, con un aumento moderato dei prezzi, ma comunque più sostenibile e meno volatile rispetto agli anni di picco come il 2022.

Quotazioni dei metalli per fonderia ancora lontane dai minimi del 2020

Nel 2020, i prezzi delle materie prime per le fonderie avevano toccato minimi a causa della crisi economica mondiale dovuta alla pandemia. La ripresa che ha seguito il 2020 è stata rapida, ma nonostante i rientri delle quotazioni negli ultimi anni, le quotazioni di fine 2024 rimangono ben più alte rispetto a quei minimi. Questo suggerisce che i metalli, in particolare quelli strategici come alluminio e ghisa, sono ancora sotto l'influenza di costi strutturali più alti, con una base di prezzo che si è spostata verso l'alto rispetto ai livelli pre-pandemia.

I metalli leggeri, in particolare le leghe di alluminio secondario, hanno visto gli incrementi più marcati, con un aumento fino al 67% (leghe di alluminio secondario in Italia). Gli aumenti minori sono stati registrati per i metalli ferrosi, come la ghisa in pani ematite (+26%) e il rottame ferroso (+41%).

Le ragioni principali dell'impatto dei prezzi delle materie prime nelle fonderie includono la persistente instabilità dei costi energetici. Anche se i prezzi dell'energia hanno mostrato qualche stabilizzazione, permangono su livelli più alti rispetto al 2020. Questo ha continuato a spingere in alto i costi di produzione, soprattutto per metalli ad alta intensità energetica come l'alluminio e la ghisa. Le tensioni geopolitiche, inoltre, (in particolare la guerra in Ucraina) hanno mantenuto alta l'incertezza economica, con impatti diretti sulle catene di approvvigionamento e sull'andamento delle quotazioni. Inoltre, l'inflazione globale ha avuto effetti persistenti su molti costi di produzione.

 

Fonte: M. Pisanu per In Fonderia – Il magazine dell'industria fusoria italiana